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22/03/2019, 10:31



Fibrillazione-atriale,-in-Italia-colpite-oltre-700mila-persone


 Cresce la diffusione della fibrillazione atriale, il più comune disturbo del ritmo cardiaco.



Cresce la diffusione della fibrillazione atriale, il più comune disturbo del ritmo cardiaco. Le persone colpite in Italia sono tra le 700mila e le 800mila, più uomini anche se le donne sono più soggette a complicanze: la patologia non determina solo gravi problemi di salute, ma ha anche un peso economico importante. Si calcola che il costo annuo per ogni paziente sia di oltre 3mila euro. È emerso in un incontro a Roma.

Negli ultimi 20 anni in Italia sono aumentate del 66% le ospedalizzazioni legate alla patologia e, come nel resto d’Europa, il numero di nuovi casi è destinato a crescere con l’invecchiamento generale della popolazione. Novità importanti si registrano, per quanto riguarda il trattamento, soprattutto riguardo agli anticoagulanti orali, che in alcuni casi riescono a ridurre il rischio di ictus, inducendo minori sanguinamenti.

La fibrillazione atriale, infatti, aumenta di ben cinque volte la probabilità di insorgenza di un ictus. All’ultimo congresso dell’American College of Cardiology è stato presentato lo studio internazionale Augustus, pubblicato anche sul New England Journal of Medicine. Lo studio è stato condotto su 4614 persone, pazienti con fibrillazione atriale ed eventuale recente diagnosi di sindrome coronarica acuta o sottoposti a intervento di angioplastica coronarica.

«Si tratta di pazienti spesso difficili da curare perchè ad alto rischio sia di trombosi che di emorragia - afferma il professor Pasquale Perrone Filardi, dell’Università Federico II di Napoli- dal nuovo studio è emerso che la percentuale di pazienti con sanguinamento clinicamente rilevante a sei mesi era significativamente inferiore in quelli trattati con Apixaban, rispetto a quelli con antagonista della vitamina K».

«Oggi gli specialisti possono prescrivere terapie efficaci e con controindicazioni più contenute rispetto al passato - aggiunge il professor Filippo Crea, del Policlinico Gemelli di Roma - gli anticoagulanti orali hanno migliorato la qualità di vita. Sono in grado di ridurre il rischio di ictus e causano sanguinamenti minori». (ANSA)


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